Qui inizia questo meraviglioso viaggio alla scoperta delle razze canine, grazie alla collaborazione di esperti e allevatori.

E in questo viaggio oggi vi portò in Inghilterra, patria dello Staffordshire Bull Terrier, che impareremo a conoscere insieme a Michela Berto, autrice di questo articolo, nonché cinofila, appassionata, allevatrice e titolare dell’affisso Easy Dream.

Ad accompagnare il racconto e la descrizione di questa razza, abbiamo pubblicato le immagini dei disegni in acquarello del bravissimo Maurizio Molinari, tratti dal libro “Staffordshire Bull Terrier Revisited” di cui qui la copertina:

“Lo Staffordshire Bull Terrier

… e l’abituarsi a spiegare che non è un PitBull

Di Michela Berto.

 

La mia passione per questa razza è nata, inizialmente a malavoglia, alla mia terza Staffords…
Il primo vero appassionato è stato mio marito quando io ero ancora completamente assorbita anima e corpo dai miei Dobermann, riuscendo a guardare con superiorità un cucciolino rosso di 5 mesi, appena arrivato dal Sud Africa che avrebbe dato una svolta importante allo Stafford europeo, uno di quei “Padri Fondatori” che mi lasciarono completamente indifferente 15 anni fa, lo stesso che alla sua morte mi ha fatto versare molte lacrime, lo stesso che mi ha fatta innamorare dei “rossi”… mentre seleziono “neri”.

 

 

Ce ne sono volute ben 3 di femmine per capire che forse potevo iniziare ad appassionarmi a loro. Non tanto che mi abbiano conquistata con “amore”, ma ho sempre amato le sfide, così quando fai fatica a leggere qualcosa e a capirlo… ti sforzi di imparare… imparando ti appassioni, poi ti innamori.
E’ una razza che ti conquista in due modi diversi:

– Se già ti affascina e incuriosisce ne vieni travolto
– Se non sei proprio convinto al 100%, a testate si farà amare

Sono cani “esplosivi”: vivaci, intraprendenti, positivi, propositivi, euforici, pianta grane, giocosi, buffoni, testardi, risoluti, determinati, tenaci (quattro sinonimi per chiarire il concetto di tempra o “solido”) concentrati in 14/18 kg! Quindi hai a che fare con tanto carattere, muscoli e vivacità di un grande cane nelle dimensioni di una taglia media. Situazione da non sottovalutare mai sia nel bene che nel male a livello caratteriale, perché sono quanto di più lontano ci sia dall’immaginario del “taglia media pelo raso easy”.

 

   

 

Il loro passato non è rose e fiori, la memoria di razza è ben presente e ogni Club a livello mondiale ce lo ricorda ben bene non codificando mai un “lavoro” di “classe lavoro” (visto che il loro lavoro è diventato fuori legge in UK dal 1843)… ma poco importa!

Perché è la classica razza che senza una selezione “specifica” ha imparato ad investire sulla sua dote migliore: attenzione.

Attenzione sull’uomo, attenzione al predatorio, attenzione alla mosca che vola, attenzione alla quale si può attingere per concentrare su di noi tutta quest’energia…. Cosa tra l’altro fondamentale per la sopravvivenza di qualsiasi binomio, per una vita migliore, per fargli snobbare il costante interesse al “possibile avversario” che si cela in ogni cane.
Lo Staffordshire Bull Terrier è un cane piccolo compatto potente determinato innamoratissimo dell’uomo, inteso come razza umana che vi amerà in modo totale ed incondizionato, finché non allungate il guinzaglio ad un altro essere umano che amerà in modo incondizionato in quanto essere umano… perché questo è il carattere più disarmante della loro personalità, soprattutto per chi arriva da razze da difesa o memorie di razza legate al lavoro in binomio con l’uomo:

lo Stafford ama l’uomo prima del soggetto che lo ama.

Fa parte della loro selezione, l’apoteosi irrazionale: un cane da combattimento che ama l’umanità, perché l’allevatore che vinceva in arena, poteva scegliere e portarsi a casa i cani battuti. Quindi ogni cane degno di selezione amava tutti per sopravvivere. Vi sembrerà una sciocchezza, ma non lo è. E’ una sfida per ogni proprietario riuscire ad essere insostituibile… perché è facile essere l’unico per un dobermann o un pastore tedesco… ma non essere l’unico per uno Stafford.

 

Tutte queste caratteristiche portano questa razza ad avere una mentalità aperta verso ogni disciplina sportiva, proprio per l’assenza di “attitudine” se non verso l’uomo e la forte motivazione sul predatorio.
In Italia i successi maggiori nelle discipline arrivano da UD: in Bh, Ipo V, Ipo1
Seguita a ruota dall’agility con numeri non facili da identificare sempre, viste le quantità di federazioni e discipline

Con pochi numeri, ma dai grandissimi successi: RICERCA! Su territorio, su macerie, mantrainig… perché qui la tenacia testarda paga.

Un’attività sportiva poco praticata in Italia è canicross… ma va tenuto presente che ai campionati nazionali francesi di canicross, gli staffy partenti erano 15! Un numero che ha fatto il giro del Mondo Staffords
I campioni USA di flyball sono…. Staffords!
Quindi non è una questione di disciplina, ma di quanto un conduttore sia in grado di impegnarsi nella disciplina che preferisce o che trova più adatta al loro binomio.
Il proprietario ideale dello Staffordshire Bull Terrier non è facilmente identificabile o particolarmente “referenziato”, basta una persona attiva e propositiva, con voglia di mettersi in gioco, ma soprattutto ben disposta alla collaborazione e ai consigli dell’allevatore.

Non sono cani “facili” o alla portata di tutti, ma quasi tutti sono a portata di Staffy

se veramente lo desiderano e sono disposti a scendere a compromessi con le loro convinzioni di “cane”. Sì, ci vuole costanza, impegno, poche ma salde regole… ma tutto sommato queste piccole caratteristiche sono il minimo sindacale garantito per ogni nuovo affidatario di ogni razza, qui ci vuole solo un po’ di polso in più. La consapevolezza che il loro senso principale è la bocca, con cui assaggiano, esplorano, giocano, interagiscono chiedendo attenzioni, facendovi grooming, cercando conferma… cosa che non si limita al periodo esplorativo dei cuccioli, ma che dura tutta la vita.

 

 

L’unico principio da tenere sempre ben saldo a mente è: non sono cani da branco, non sono cani da area cani incustodita, formano coppie indissolubili e insostituibili “noi contro il mondo” (che vi daranno vaghe sensazioni di onnipotenza da tenere a bada), non vogliono giardini e parchi ma stare con voi, giocare con voi, lottare con voi. Sono appiccicosi.

Raccomandazioni: selezionate con cura, molta cura, il vostro futuro allevatore. Stiamo vivendo anni bui, l’inizio della moda, numeri che iniziano a diventare importanti e pseudo allevatori o pseudo appassionati. In 3 anni si è arrivati a 1000/1200 cuccioli dichiarati in Enci e da 0 a 34 Staffordshire Bull Terrier in canile. Questo è il lato a cui prestare più attenzione nell’avvicinarsi ad una razza: vedere il più possibile, valutare il più possibile, comparare il più possibile, per avere la maturità e la consapevolezza della scelta che si sta per compiere… non tanto del cane in se, ma dell’allevatore che sta selezionando il vostro futuro cane.”